{"id":10952,"date":"2019-06-16T10:00:50","date_gmt":"2019-06-16T08:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.geri.it\/ita\/?p=10952"},"modified":"2020-11-17T18:24:09","modified_gmt":"2020-11-17T17:24:09","slug":"rischio-insolvenza-e-recupero-crediti-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.geri.it\/ita\/news\/attualita\/rischio-insolvenza-e-recupero-crediti-internazionale\/","title":{"rendered":"Rischio insolvenza e recupero crediti internazionale"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il rischio insolvenza e recupero crediti all&#8217;estero<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Approfondimenti\/Attualit\u00e0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">GLI STUDI SUI PAGAMENTI DEL 2018, HANNO RESO PUBBLICA LA PUNTUALITA\u2019 DI 32 PAESI NEL MONDO, DI CUI 22 EUROPEI.<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Partendo dall\u2019UE, la <strong>Danimarca<\/strong> guida la classifica come il Paese pi\u00f9 virtuoso con l\u201988,4 % di imprese con pagamenti commerciali puntuali.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Seguono \u2013 per completare le prime tre posizioni \u2013 la <strong>Polonia<\/strong> con il 75,5% e l\u2019<strong>Olanda<\/strong> con il 66,3%.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Le imprese portoghesi si trovano in fondo alla classifica europea con solo il 16,1% di puntualit\u00e0 nei pagamenti. Performance negative hanno anche la Bulgaria con il 22,7% e Finlandia e Irlanda, entrambe con il 27,3%.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">All&#8217;interno dei 22 Paesi europei analizzati, il Bel paese si posiziona al 14-esimo posto con una percentuale di pagamenti virtuosi del 37,3%. Per quanto riguarda l\u2019andamento dei ritardi gravi, l\u2019<strong>Italia<\/strong> si posiziona nella parte bassa del ranking con una quota pari al 10,5%.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La &#8220;<strong>mappa dei Rischi 2019<\/strong>&#8221; elaborata da Sace, ha messo in evidenza un <strong>quadro internazionale molto articolato rispetto allo scorso anno.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Il bilancio del 2018 \u00e8 di un anno in cui la crescita \u00e8 proseguita a ritmi elevati, pur se in lieve rallentamento, e il quadro dei rischi si \u00e8 intensificato a causa di tensioni di varia natura (finanziarie, valutarie e geopolitiche) che hanno investito diverse economie emergenti: Argentina e Turchia sono state le principali \u201cvittime\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Le economie avanzate, pur presentando alcune criticit\u00e0, non mostrano un quadro in deterioramento. Tuttavia, alcuni rischi al ribasso, quali una Brexit \u201cdisordinata\u201d e il rallentamento di Stati Uniti e Unione Europea, vedono aumentare la loro probabilit\u00e0 di accadimento. Guardando ai fondamentali dell\u2019economia americana crediamo che, almeno per il 2019, una recessione o un crollo del mercato azionario siano improbabili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Permane il rischio di nuove turbolenze negli emergenti, specie in quelle economie che per caratteristiche strutturali si mostrano potenzialmente pi\u00f9 vulnerabili. Tuttavia, da un lato i timori sono attenuati, in una certa misura, dal probabile \u201callentamento\u201d della politica monetaria della Fed; dall\u2019altro, occorre effettuare opportuni distinguo: ci sono \u201cemergenti ed emergenti\u201d, con differenti caratteristiche e capacit\u00e0 di far fronte a eventuali shock.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Nonostante le criticit\u00e0, vi sono Paesi (ad esempio, Brasile, India e Indonesia) con fondamentali che ci fanno ritenere che non si verificheranno crisi come quelle che hanno riguardato Argentina e Turchia nel 2018.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Una \u201ctregua\u201d \u00e8 invece in atto con riguardo alla \u201cguerra dei dazi\u201d tra Pechino e Washington: difficile tuttavia prevedere quanto e se durer\u00e0, o se invece, ancor peggio per le nostre imprese, dopo i beni cinesi, l\u2019amministrazione Trump metter\u00e0 nel mirino anche quelli europei (in particolare nel comparto automotive).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 L\u2019indebitamento globale ha raggiunto i 244 mila miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2018 (pari al 318,2% del Pil mondiale e in aumento del 2,5% rispetto al quarto trimestre del 2017) e vede nell&#8217;incremento osservato nei mercati emergenti le principali criticit\u00e0 (+5,9%, per un totale di 68,4 mila miliardi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Sul versante dei rischi politici invece, non si sono registrate variazioni rilevanti, salvo i prevedibili peggioramenti in Argentina e Turchia. Si rileva tuttavia un aumento del rischio di trasferimento (un rischio politico \u201cvestito da economico\u201d): Argentina e Turchia figurano di nuovo nell&#8217;elenco dei downgrade, insieme a vari Paesi del continente africano (tra cui lo Zambia) e di alcuni Paesi dell\u2019Asia centrale (Turkmenistan, Azerbaigian e Kazakistan).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 La conoscenza dei rischi \u00e8 imprescindibile per le imprese, ma finisce con il rivelarsi un esercizio parziale se non abbinato a un\u2019adeguata lettura delle opportunit\u00e0. Con questa ambizione, SACE SIMEST ha effettuato un\u2019analisi sui primi 100 mercati di sbocco dei beni italiani. Ne \u00e8 emerso un quadro del nostro export piuttosto eterogeneo e ben distribuito in termini di geografie di destinazione con diversi livelli di rischiosit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Altrettanto ben distribuite risultano le 20 geografie prioritarie individuate da SACE SIMEST. La Cina si conferma tra i migliori mercati in termini di rischio-opportunit\u00e0. Gli Stati Uniti, nonostante l\u2019atteso rallentamento, continueranno a rappresentare un mercato dalle potenzialit\u00e0 elevate (e ancora non pienamente espresse, specie negli Stati in cui le nostre imprese sono poco presenti). Paesi con vaste popolazioni come Brasile, India, Indonesia e Vietnam, dovranno essere adeguatamente presidiate; la crescita infatti non pu\u00f2 non passare anche per le dimensioni del mercato. Tra le geografie a rischio medio alto, non mancheranno buone occasioni per i nostri esportatori anche nel continente africano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I <strong>fallimenti<\/strong>, che sono costantemente calati fino allo scorso anno, aumenteranno nel 2019 in 20 paesi del Continente, ad un ritmo dell\u20191,2% per l\u2019area UE, salendo fino al 7% per l\u2019Italia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Dagli ultimi dati disponibili risulta inoltre che la Romania mostra dei miglioramenti nelle abitudini di pagamento rispetto agli ultimi anni, con un incremento dei pagatori puntuali e una riduzione dei gravi ritardatari.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">COSA FARE IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO?<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In caso di mancato pagamento, si possono percorrere diverse strade per recuperare i propri crediti sul territorio UE.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Una prima fase \u00e8 rappresentata dalla richiesta di emissione di un\u2019<strong>Ingiunzione di Pagamento<\/strong> (EPO \u2013 European Payment Order). Per poter emettere tale Ingiunzione \u00e8 necessario che, il debitore abbia la nazionalit\u00e0 oppure la sede nell&#8217;Unione Europea.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ad esempio, se il debitore \u00e8 francese (e la Francia, dunque, fa parte dell\u2019UE) allora si pu\u00f2 chiedere l\u2019emissione dell\u2019 Ingiunzione di Pagamento. I tempi sono diversi a seconda del Paese ma in linea di principio in tutti e 28 paesi UE si pu\u00f2 chiedere e si pu\u00f2 emettere l\u2019EPO.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">FASI DA SEGUIRE<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">1 \u2013 Nella fase stragiudiziale, Il recupero dei crediti all&#8217;estero e la messa in mora avviene dopo una complessa fase di ricerca delle informazioni (le c.d. Indagini) utili per valutare la solvibilit\u00e0 del debitore. Senza questa fase, diventa non solo difficile ma anche improbabile un approccio corretto al recupero.Una volta terminata questa prima fase di indagini, la pratica sar\u00e0 pronta per essere attivata nei confronti del debitore insolvente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il \u201cmandato\u201d consiste nell&#8217;inviare una formale lettera al Debitore nella sua lingua originale. Passati i tempi di attesa menzionati sulla diffida (normalmente 15 giorni), il debitore viene contattato telefonicamente per verificare i motivi ostativi al mancato pagamento.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Il contatto telefonico costituisce sempre un primo tentativo di recupero dei crediti insoluti, ed aiuta il legale a raccogliere una serie di informazioni ed impressioni che saranno utili per espletare le fasi successive.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">2 \u2013 Se la prima fase non risulta essere risolutiva, prima di procedere con la fase giudiziale si tenta un approccio diretto visitando la controparte.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Nel caso in cui neppure l\u2019incontro con il debitore dia risultati si proceder\u00e0 con la fase giudiziale. Con questa fase, il recupero crediti entra pi\u00f9 nel concreto. I nostri collaborati legali, aventi giurisdizione nello stato dove deve essere riscosso il credito, inizieranno la causa secondo le modalit\u00e0 e le regole vigenti nello stato dove si recupera il credito.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Se il debitore continua a non pagare anche in questa fase, allora si procede con l\u2019esecuzione vera e propria, giungendo sino al pignoramento di tutti i beni in capo al debitore ovvero tutti i beni necessari per soddisfare le esigenze del creditore.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">ALCUNE ECCEZIONI<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Se il debitore \u00e8 di nazionalit\u00e0 Svizzera, sebbene ci si trovi in Europa, non avendo aderito all&#8217;Unione europea l\u2019ingiunzione di pagamento non \u00e8 applicabile. Dunque, per un recuperare un credito in Svizzera bisogna conoscerne a fondo le leggi per valutare se \u00e8 meglio procedere con la via giudiziale oppure stragiudiziale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Lo stesso vale per i Balcani Occidentali (Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo e la Repubblica di Macedonia).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">FATTORI FONDAMENTALI DA TENERE PRESENTI QUANDO SI PARLA DI RECUPERO CREDITI INTERNAZIONALE<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 Contestualizzare ogni caso specifico per poter capire se si applica o meno l\u2019EPO.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">\u2022 Valutare l\u2019approccio stragiudiziale o giudiziale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">\u2022 Analizzare il rischio giudiziale del Paese in cui si deve agire in modo da capire il grado di performance e di equit\u00e0 di un tribunale e consente, cos\u00ec, di ipotizzare le possibilit\u00e0 di successo o insuccesso di una causa legale in quel Paese.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rischio insolvenza e recupero crediti all&#8217;estero \u2022 Approfondimenti\/Attualit\u00e0 &nbsp; GLI STUDI SUI PAGAMENTI DEL 2018, HANNO RESO PUBBLICA LA PUNTUALITA\u2019 DI 32 PAESI NEL MONDO, DI CUI 22 EUROPEI. 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